L’identità personale, come definita da psicologia e scienze sociali, rappresenta la proiezione di un individuo nel contesto sociale in cui sviluppa la propria personalità. Essa include un insieme di caratteristiche che definiscono l’individuo e la sua rappresentazione nel mondo sociale. Questa rappresentazione sociale, che riflette la personalità dell’individuo, è considerata un bene-valore, protetto dall’ordinamento giuridico italiano per garantire che il soggetto sia rappresentato con la sua vera identità e non con una distorsione del proprio patrimonio intellettuale, ideologico, etico, religioso, o professionale.
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L’identità personale, secondo la psicologia e le scienze sociali, rappresenta l’insieme delle caratteristiche di un individuo in relazione al contesto sociale in cui si sviluppa. È un costrutto culturale e sociale, frutto di scelte, adesioni e costruzioni consapevoli o meno. La protezione di questa identità è fondamentale per tutelare l’interesse del soggetto a essere rappresentato con veridicità nelle sue relazioni sociali, evitando travisamenti della sua persona.
La pubblicazione di una foto che ritrae una persona richiede necessariamente l’autorizzazione del diretto interessato. La legge mira a tutelare la persona contro la diffusione non autorizzata della propria immagine. Tuttavia, il consenso alla pubblicazione può desumersi anche da comportamenti concludenti, cioè azioni che implicano chiaramente l’accettazione da parte dell’interessato.
Tra Visibilità e Riservatezza: Il Codice Deontologico per la Presenza Online di Magistrati e Avvocati
Nell’era digitale, la presenza sui social media è diventata una realtà quotidiana per molti professionisti, inclusi magistrati e avvocati. Tuttavia, la loro partecipazione in questi spazi virtuali solleva questioni specifiche relative alla deontologia professionale, che mira a preservare l’integrità e la percezione pubblica della giustizia. Questo articolo esplorerà come le regole deontologiche regolamentano la presenza sui social media di magistrati e avvocati, delineando le principali normative e le sfide associate.
Il diritto all’oblio è un concetto giuridico che permette agli individui di richiedere la rimozione di informazioni personali dai risultati di ricerca su internet o da database online, quando queste informazioni sono obsolete, irrilevanti o altrimenti inappropriate. Questo diritto è particolarmente importante nell’era digitale, dove le informazioni personali possono essere facilmente e indefinitamente accessibili, con potenziali impatti negativi sulla privacy e sulla reputazione delle persone.
La sempre crescente esposizione della vita privata sui social media non solleva solamente questioni etiche e relazionali, ma apre anche le porte a sfide legali che possono impattare notevolmente la vita delle persone coinvolte. Scopriamo insieme come aspetti legali intricati si intreccino con le dinamiche delle accuse, dei colpi di scena e dei tradimenti online, dando vita a una complessità legale in continua evoluzione.